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XV Tempo Ordinario
dove cade il seme di Dio
Le letture della domenica odierna sono, a parer nostro, un grande inno alla fecondità spirituale. Per noi coppie, impegnati nella pastorale familiare, nella preparazione dei fidanzati al matrimonio, il tema della fecondità è (o dovrebbe essere, ricordiamo soprattutto a noi stessi...) uno dei cardini della nostra fede.
Se come coppia vogliamo essere testimoni di Cristo, dobbiamo imparare a dare frutto secondo la parola del Signore.
Nella prima lettura il profeta vede nella Parola del Signore l'elemento fecondante fondamentale per far germogliare in noi la fede.
Nel Salmo tutta la terra è un giardino rigoglioso irrigato dall'acqua della sua Parola, dal suo sguardo, dalle sue cure. E noi, estasiati, ammiriamo l'opera meravigliosa.
Paolo per contro ci conferma che solo nella fede abbiamo il vero sollievo da tutte le difficoltà umane che ci affliggono.
Ma quello che ci ha colpito è soprattutto il brano del Vangelo di Matteo. E' uno dei brani più noti e famosi, ma ogni volta fa riscoprire aspetti e risvolti inattesi e particolari.
Questa volta il brano ci ha consolato di certe difficoltà, di certe sconfitte, di una sensazione di inutilità e di inefficienza anche nel nostro impegno di fede.
A noi e forse anche a molti di voi) è capitato di fare, impegnarsi, cercare di servire la Parola al meglio. Abbiamo cercato di irrigare i campi del Signore al meglio, abbiamo lavorato "nella sua vigna", abbiamo cercato i campi migliori in cui seminare, raccolto ogni chicco caduto su terreno non fertile. Sia nel nostro servizio, sia nel nostro impegno di coppia.
Ma i risultati non sono stati quelli sperati: non abbiamo visto crescere campi di spighe rigogliose, grappoli di uva. Forse siamo un po' "duri d'orecchi", non comprendiamo a fondo con il cuore.
Oppure... L'ultima frase della parabola ci ha dato conforto e speranza: "Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno"
Questo scendere nelle pretese di un risultato concreto lo abbiamo letto come un "non guardate al risultato di bilancio che ottenete, ma impegnatevi a seminare".
In effetti tutte le volte che abbiamo cercato di valutare un esito dal punto di vista puramente "contabile" abbiamo avuto delle delusioni. Ottenuto il miglior risultato possibile rimane il dubbio che si sarebbe potuto fare di più.
Ma se ci mettiamo al servizio della Parola, senza cercare bilanci "terreni", potremo scoprire, come dice il Salmo: "I prati si coprono di greggi, le valli si ammantano di messi: gridano e cantano di gioia!"
Così nella vita di fede, così nel rapporto di coppia e familiare. Non importa chi è seme, chi acqua, chi terreno fertile. Il più piccolo germoglio che nascerà prima o poi produrrà frutti meravigliosi.

Per la revisione di vita
- Che frutto mi aspetto dal mio impegno al servizio della Parola del Signore?
- Nella nostra vita di coppia quando siamo stati terreno fertile per la Parola del Signore?
- Quali rovi soffocano in noi l'impegno a sostenerci reciprocamente nella fede?
- Quando siamo stati terreno sassoso per la parola del Signore, facendola seccare per la nostra aridità?
2008-07-13 Don Pio
 
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