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4^ Domenica di Quaresima
Quando sarò innalzato, attirerò tutti a me (Gv 12,32). Io sono cristiano per attrazione. Sulla croce Gesù è la forza di attrazione del cosmo, la forza di gravità che solleva verso l'alto tutta la storia e il dolore innocente. Credere è lasciarmi attrarre, lungo la verticale dell'amore, a mia volta allargando le braccia, «così vicino, così simile che Cristo possa aderire e baciarmi senza staccarsi dalla croce» (Teresa di Calcutta).
Dio ha tanto amato. Tutto il Vangelo, tutta la teologia, tutta la fede si concentra attorno a questa parola. Nucleo incandescente della storia, sguardo sull'abisso di Dio.
Ha amato il mondo: terra amata, mondo amato è questo, e la gioia di camminare dentro l'amore, «alle spalle e di fronte mi circonda, e non c'è mare dove fuggire lontano» (Sl 139).
Ha tanto amato da dare il suo figlio.
Dio eternamente altro non fa' che considerare il mondo, e ogni uomo, ben più importante di se stesso, al punto da dare la sua vita.
Io sono quell'uomo.
E sono un uomo grato. Se ti domandi che cosa significhi amare, la risposta secondo il vangelo è tutta in quell'umile verbo: dare.
Il Padre ha dato il figlio.
Il figlio ci dà la vita. Dacci oggi il pane che ci fa vivere.
L'amore non si vede, se ne vedono i doni.
2009-03-23 Don Pio
 
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