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II di Pasqua
noi dubbiosi come Tommaso «Se non vedo, se non tocco, se non metto la mano, non crederò».
Povero, caro Tommaso, diventato addirittura proverbiale!
Vuole delle garanzie, ed ha ragione, perché se Gesù è vivo tutta la sua vita ne sarà sconvolta.
E Gesù si avvicina alla sua e nostra lentezza a credere, con pochi verbi, i più semplici e concreti: guarda, metti, tocca.
C'è un foro nelle sue mani, dove il dito di Tommaso può entrare.
C'è un colpo di lancia dove tutta la mano può entrare.
E nella mano di Tommaso ci sono tutte le nostre mani, di noi che abbiamo creduto senza aver toccato, ma perché altri hanno toccato.
Beati quelli che senza aver visto crederanno.
Beatitudine che finalmente sento mia.
Le altre sono troppo difficili, cose per pochi coraggiosi. Questa mi consola: io credo e non ho visto.
E Gesù mi dice beato. E beato è chi, come me, fa fatica, chi cerca a tentoni, chi non vede ancora.
Felicità, dice Gesù, per quanti credono. Parola che vale un tesoro.
Per chi crede la vita non diventa più facile o riuscita, non più comoda o sicura, ma più piena e appassionata, ferita e vibrante, ferita e luminosa, piagata e guaritrice.
2009-04-19 Don Pio
 
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