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XXVII Domenica del Tempo Ordinario
Gesù si indignò
I farisei si avvicinano a Gesù non per capire o per apprendere, si avvicinano per metterlo alla prova … Gesù non risponde alle provocazioni, ma cerca di entrarvi comunque per offrire più che risposte riletture di ciò che gli altri già sanno. Non ci si può prendere gioco di Dio, dice san Paolo. Eppure noi lo facciamo con tanta naturalezza!!! Quando? Quando ci sentiamo persone per bene e chiediamo a Lui cose che già sappiamo ma che non abbiamo voglia di capire. Ci capita una sofferenza, è roba nostra, magari frutto di scelte poco accorte e stiamo lì disperati a rimproverare Dio perché non ci aiuta e non viene a toglierci le spine dalle mani. Il silenzio di Dio in certi momenti altro non è che un invito: Pensa al perché ti trovi così, a quello che tu puoi fare per te, per uscire da questa situazione o per viverla fino in fondo. Siamo proprio ridicoli alle volte. È come se dopo aver combinato un guaio invece di dispiacercene chiedessimo al Signore la sua approvazione: Va bene se sbaglio? Possiamo invece avvicinarci a lui con il cuore intenerito dal dolore per recuperare la fiducia nella sua presenza al nostro fianco, sempre, anche quando combiniamo guai … Lui è vicino a noi perché ci ama non perché siamo bravi…

Gesù si indignò

MEDITAZIONE
Chiave di lettura
Oggi i farisei chiedono a Gesù: è lecito a un uomo ripudiare la propria moglie? Gesù non dice né sì né no, rigira la domanda: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Mosè lo permette, quindi sono in piena legge! E allora perché lo chiedono a Gesù? La questione poteva finire lì: era una domanda inutile perché la legge di Mosè prevedeva l’atto di ripudio. Ma Gesù va oltre, alla radice della legge. Ogni legge nasce quando nasce la trasgressione. Non esiste legge per l’uomo che è aderente a ciò che da sempre porta in cuore. Ma se l’uomo non obbedisce alla sua legge interiore, c’è bisogno di ricordargliela e quindi di scriverla, di fargliela osservare per il rispetto di chi la legge la vive già di suo. Gesù commenta: questa norma è nata per la durezza del vostro cuore. Un cuore indurito non ascolta più la profondità del suo spirito che lo orienta nelle scelte quotidiane. Siamo oggi invitati a risalire alla sorgente delle mille consuetudini e leggi che ci siamo creati da soli fino a diventare prigionieri delle nostre usanze e norme. Il Signore ci vuole persone libere, capaci di vedere e di valutare la realtà ogni volta che ne siamo interpellati. Cosa l’uomo porta scritto in cuore? Eccolo: L'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. È una realtà eccezionale questa! Quando nasce l’amore tra due persone, unico desiderio è di diventare una unità, di vivere e sentire le stesse cose, di scegliere e di camminare insieme verso la stessa meta. Come si può pensare di dividersi quando ci si ama? Il problema nasce quando non c’è unità. Ma questo è un altro problema. L’uomo è chiamato a non dividere ciò che Dio ha congiunto, perché ci sono dei progetti meravigliosi per cui si richiede di non tornare indietro, di non avere ripensamenti, pur nelle difficoltà delle differenze quotidiane. Ogni realtà umana richiede impegno, ma per un’unica ragione: perché se non ci si impegna non si arriva mai a vederne la profondità. È come se appena fatti cinquecento metri di un percorso uno dicesse: Basta. E gli altri duemila metri? No, sono stanco, vado altrove. Anche se ricominci e hai il favore della novità che ti fa sembrare facile il nuovo sentiero, ti stancherai ugualmente e riproverai la stessa sensazione che hai provato lasciando il primo tratto. Attenzione alle illusioni! Perseverare richiede certezze profonde, portare con sé il bagaglio dell’esperienza che ha il sapore delle verità assaporate nella concretezza del proprio donarsi quotidiano … richiede quel piccolo salto nel momento del buio e della non speranza sulla fiducia che è possibile all’uomo penetrare i segreti dell’esistenza fino alle sue origini, il volere di Dio!
2009-10-04 Don Pio
 
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